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“Siding Spring”, la Cometa che metterebbe in pericolo Marte e la Terra.

26 settembre 2013

Astronomia, Minacce alla Terra

La cometa ISON non è la sola a transitare nel nostro Sistema Solare. A distanza di un anno, ad ottobre 2014, la cometa Siding Spring eseguirà un passaggio ravvicinato al Pianeta Rosso, tanto da rischiare la collisione. L’agenzia spaziale russa si mette in allerta per le conseguenze che un eventuale impatto potrebbe avere sulla Terra.

siding spring marte ottobre 2014

C’è un pò di traffico nel Sistema Solare. Se il 2013 si è rivelato essere l’anno della cometa ISON, il 2014 non sarà da meno, vedendo come protagonista la cometa C/2013 A1, denominata “Siding Spring” dal nome dell’osservatorio dove è stata individuata la prima volta.

Ma quella di Siding Spring potrebbe essere una visita decisamente traumatica per il nostro Sistema Solare e a farne le spese potrebbe essere il nostro cugino Marte.

Secondo i modelli orbitali previsionali elaborati dagli astronomi, la cometa C/2013 A1raggiungerà il massimo avvicinamento a Marte il prossimo 19 ottobre 2014, quando si troverà a transitare a meno di 60 mila chilometri dalla sua superficie, una distanza che secondo i calcoli diffusi dall’osservatorio russo Ison-NM non esclude la possibilità di un impatto catastrofico.

Come rivela Discovery News, le previsioni orbitali si basano su un continuo aggiornamento dei dati sulla rotta di C/2013 A1, pertanto al momento è impossibile prevedere la posizione precisa della cometa tra 13 mesi.

C/2013 A1, infatti, è stata scoperta dal cacciatore di comete Robert McNaught, solo il 3 gennaio 2013, presso l’Osservatorio Siding Spring nel New South Wales, Australia.

Una volta scoperto il corpo celeste, gli astronomi del Catalina Sky Survey hanno analizzato alcune immagini della stessa regione di spazio riprese nelle settimane precedenti, scoprendo la presenza della cometa fin dall’8 dicembre 2012. Sulla base di tali dati è stato possibile stabilire che la cometa sfiorerà Marte il 19 ottobre del 2014.

Tutti gli studiosi si sono chiesti se Marte corra realmente il pericolo di un catastrofico impatto. Le opinioni prevalenti sono due ed entrambi estreme: la prima prevede che il corpo celeste transiti nei pressi di Marte ad una distanza di sicurezza pari a 650 chilometri di altitudine, mentre la seconda prospetta la possibilità che la traiettoria della cometa finisca direttamente sulla superficie di Marte, impattando con il pianeta alla velocità straordinaria di 35 chilometri al secondo.

Pare che la cometa si muova in direzione opposta al moto orbitale dei pianeti del sistema solare. Pertanto, la velocità relativa dell’impatto potrebbe salire a 56 chilometri al secondo. Se ciò accadesse, l’impatto produrrebbe un’esplosione pari a 20 miliardi di megatoni di tritolo, generando un cratere dal diametro di 500 chilometri.

Ma c’è anche un’altra incognita: non si conoscono le effettive dimensioni della cometa e, solitamente, le comete non sono molto piccole. Come per le altre comete, gli astronomi pensano che l’intruso ghiacciato provenga dalla Nube di Oort, un’ipotetica regione dello spazio che circonda il Sistema Solare contenente miliardi di nuclei cometari formatisi nella fase primordiale della vita del Sistema Solare.

 

I russi in Allarme Rosso

Gli astronomi dell’Agenzia Spaziale Federale della Russia (ROSCOSMOS) ritengono che le possibilità di una collisione tra la cometa Siding Spring e Marte siano decisamente alte, tanto da stillare un rapporto riservato all’attenzione del Presidente Putin.

I ricercatori consigliano di attivare immediatamente le difese spaziali russe e di rendere operativi i 5 mila rifugi destinati alla popolazione civile completati lo scorso anno a seguito dell’esplosione della meteora Chelyabinsk sulla regione centrale degli Urali. L’allerta sarebbe motivata dal fatto che C/2013 A1 è considerato un “corpo celeste killer” e “Marte è nel suo mirino”.

Ma se la cometa terminasse la sua corsa impattando su Marte, allora perchè attivare dei rifugi per la popolazione terrestre? Il rapporto della ROSCOSMOS sottolinea che il possibile collisione tra Siding Spring e Marte rappresenta una grave minaccia anche per la Terra.

L’impatto genererebbe una detonazione pari a 20 miliardi di megatoni di tritolo, generando un cratere dal diametro di 500 chilometri e scaraventando nello spazio un enorme cumulo di detriti, i quali comincerebbero a precipitare verso il Sole, attraversando l’orbita del nostro pianeta.

I frammenti generati dalla collisione potrebbero essere piccoli come un’automobile, ma anche grandi quanto un campo di calcio, e forse di dimensioni anche maggiori.

Richard Zurek, scienziato capo del Mars Program Office del Jet Propulsion Laboratory, aveva già avvertito che se Siding Spring avesse impattato con Marte ci saremmo trovati di fronte ad un enorme evento cosmico globale, fino a mettere in guardia sulla ricerca rapida di precauzioni da mettere in atto.

Ad ogni modo, rimane lo sconcerto per la frequenza statistica con la quale si sono presentate le comete ISON e Siding Spring. A distanza di appena un anno dal passaggio di una rispetto all’altra, entrambe sembrano avere una particolare predilezione per Marte.

Infatti, tra pochi giorni, l’1 ottobre, ISON transiterà a soli 0,07 UA da Marte, 6 volte più vicino di quanto si avvicinerà alla Terra. Gli esperti si chiedono se un qualche evento astronomico non conosciuto possa aver disturbato la Nube di Oort, innescando una “pioggia di comete” dirette verso il centro del Sistema Solare.

 

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