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L’aurora Boreale fotografata da Parmitano

9 ottobre 2013

Astronomia

Voleva stupirci, fin dall’inizio della sua avventura, con gli effetti speciali e anche questa volta c’è riuscito, perché poi non c’è nulla di più speciale della realtà. E’ che lui, l’astronauta Luca Parmitano, ha unito il priviliegio (meritato, uh quanto meritato) di poter fotografare la realtà dallo spazio con la voglia instancabile di condividere con noi terresti le sue emozioni. Navigatore, poeta (magari in una giornata storta andate a tirarvi su leggendo il racconto Volo di notte-Con tante scuse a De Saint-Exupery) e sempre più anche divulgatore, l’astronauta siciliano dell’Agenzia spaziale europea ci ha spedito la sua foto più bella (ma si accettano discussioni) tra le centinaia già twittate ai suoi ormai 100mila followers, il triplo di quando staccò l’ombra da terra ormai cinque mesi fa. Ecco allora un’aurora boreale (siamo sul polo Nord, insomma) che quaggiù possiamo solo immaginare in piccola parte spingendoci a Capo Nord, in Alaska o in Groenlandia e sperando che le condizioni meteo ci assistano in maniera spudorata. Fossimo viaggiatori così fortunati, potremmo sì vedere e capire qualcosa di quanto ci mostra invece nella sua intera magnificenza questa fotografia scattata da Parmitano dalla cupola della stazione spaziale internazionale, uno degli angoli “made in Italy” di questo vascello realizzato da imprese coordinate dall’Agenzia spaziale italiana. Vi risparmiamo il clic su wikipedia (sempre meritevole di donazioni) per ricordarvi che l’aurora boreale è un fenomeno ottico dell’atmosfera, caratterizzato da bande luminose di colore rosso-verde-azzurro, detti archi aurorali. Il fenomeno è causato dall’interazione di particelle cariche (protoni ed elettroni) di origine solare (vento solare) con la ionosferaterrestre (atmosfera tra i 100 e 500 500 chilometri di altezza).

 

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Le particelle eccitano gli atomi dell’atmosfera che diseccitandosi in seguito emettono luce di varie lunghezze d’onda. Le aurore sono visibili in due ristrette fasce attorno ai poli magnetici della Terra, dette ovali aurorali. Le aurore visibili ad occhio nudo sono prodotte dagli elettroni, mentre quelle di protoni possono essere osservate solo con l’ausilio di particolari strumenti, sia da terra sia dallo spazio. Questa la spiegazione scientifica che però, anche se cita atomi eccitati da particelle, toglie sempre un po’ di magia a una visione bambina di questi fenomeni. Speriamo che Parmitano, quando sarà di nuovo tra noi, abbia voglia di raccontarci con le sue parole che cosa sono le aurore boreali.

 

 

fonte

 

 

 

 

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