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Una scoperta sconvolgente metterebbe in dubbio le origini del nostro Pianeta

10 agosto 2013

Astronomia

Per un intero secolo, gli scienziati hanno ipotizzato che la Terra avesse la stessa composizione chimica del Sole.

Questa teoria si basa sull’idea che tutto il Sistema Solare si sia formato dalla stessa nebulosa solare che circondava il Sole 4,6 miliardi di anni fa e che, quindi, tutti i corpi celesti in esso contenuti condividano la stessa composizione chimica. Dal momento che il Sole comprende il 99% del Sistema Solare, questa composizione è essenzialmente quella del Sole.

Questa ipotesi, tuttavia, è stata contestata in un nuovo studio condotto da due ricercatori dell’Australian National University, nel quale è riportata una scoperta che potrebbe costringere gli scienziati a formulare una nuova teoria sull’origine della Terra.

Ian Campnell e Hugh O’Neil hanno scoperto che il rapporto tra la quantità di isotopi di neodimio contenuti nelle rocce vulcaniche della Terra è molto superiore a quella contenuta nei condriti, i meteoriti che si sono formati dalla nebulosa solare. Questo significa che la Terra ha una composizione chimica diversa rispetto ai condriti, preziose rocce particolarmente amate dagli scienziati a causa della loro provenienza dalla materia primordiale.

I due ricercatori concludono che la Terra deve aver avuto un’origine differente e non dall’aggregazione progressiva dei condriti. Essi ipotizzano che la Terra si sia formata attraverso la collisione con corpi celesti di dimensioni planetarie, oggetti abbastanza massicci da sviluppare una crosta esterna.

Molti scienziati hanno tentato di spiegare questa discrepanza sostenendo che ci dovrebbe essere una riserva nascosta di questi elementi vicino al centro della Terra. Questo serbatoio funzionerebbe grazie al calore del nucleo terrestre, producendo elementi come uranio, torio e potassio.

Ma Campbell non ha trovato nessuna prova dell’esistenza di questi ‘serbatoi nascosti’. La conclusione è supportata da oltre 20 anni di ricerche da parte di Campbell sulle colonne di roccia calda che salgono dal centro della Terra, chiamate ‘Pennacchi di Mantello‘, descritti come degli zampilli o pennacchi caldi, di materia relativamente primordiale, che risalgono dal profondo del mantello confinante con il nucleo esterno.

“I pennacchi di mantello non rilasciano calore sufficiente perchè questi serbatoi possano esistere. Di conseguenza, la Terra semplicemente non ha la stessa composizione delle condriti o del Sole”, spiega Campbell nello studio pubblicato da Nature.

“Noi pensiamo che la Terra si sia formata dalla collisione con corpi planetari di dimensioni crescenti. Nella nostra ricerca spieghiamo che questi corpi planetari avevano dimensioni tali da sviluppare un guscio esterno che conteneva una notevole quantità di elementi che producono calore”, continua il ricercatore.

“Durante le fasi finali della formazione della Terra, questo guscio esterno è andato perso in un processo chiamato ‘erosione collisionale’. Questo spiega perchè la Terra non ha la stessa composizione chimica delle meteoriti condriti”.

 

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