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Eruzione Solare….a rischio le comunicazioni

16 aprile 2013

Astronomia, Minacce alla Terra

Sole 2013

Eruzione solare, gli strumenti dell’Esa e della Nasa hanno registrato l’espulsione di massa coronale (CME) più violenta del 2013. L’11 Aprile  alle 9.36 il Sole ha scagliato lontano dalla sua superficie un enorme quantità di particelle verso lo spazio ad una velocità di 965 km al secondo. Non è escluso che esse possano raggiungere la Terra nell’arco di tre giorni.

Il 2013 sarà un anno ricco di eventi di questo tipo perché, come annunciato, il Sole raggiungerà la fase di picco nel suo ciclo. Nonostante quello in arrivo potrebbe essere il più lieve degli ultimi 100 anni, l’attività del sole continua a farsi sentire.

Il Solar Heliospheric Observatory (SOHO) della Nasa e dall’Esa ha catturato queste immagini dell’espulsione di massa coronale la mattina del 11 aprile, conMarte e Venere visibili sulla sinistra.

Marte sole

 

Il sole ha emesso una delle sue “fiammate” di medio livello. I brillamenti solari sono potenti esplosioni di radiazioni. Le radiazioni nocive prodotte però non possono attraversare l’atmosfera terrestre al punto da mettere a rischio la salute dell’uomo, ma possono disturbare l’atmosfera nel livello in cui viaggiano i segnali GPS e le comunicazioni satellitari. Un evento di questo tipo interrompe i segnali radio finché il “flare” è in corso, e può durare da pochi minuti a ore.

Il bagliore emesso dal Sole è stato classificato come M6.5, ed è circa dieci volte meno potente delle forti emissioni, etichettate come flares di classe X. I flares di classe M sono i brillamenti più deboli che possono ancora causare effetti nell’atmosfera della Terra.

 

Ma quello di ieri è stato il bagliore più forte visto finora nel 2013. Nulla di inatteso. L’aumento del numero di riacutizzazioni è piuttosto comune in questo momento, in quanto il normale ciclo di attività di 11 anni del sole si sta avvicinando sempre di più verso il massimo solare, previsto per la fine del 2013.

Le espulsioni dirette verso la Terra, a parte un lieve black out radio, potrebbero però dar luogo, alle alte latitudini, al fenomeno dell’aurora boreale.

Francesca Mancuso

 

 

 

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